Solo kayaker

Entries from April 2012

Scoltenna

April 23rd, 2012 · 1 Comment

(English here/Italiano in giu’) This river was a joy to solo. It was evening, I was sure to be the last person on the river that day. After the tension of the claustrophobic Perticara (see below), I relished the freedom to charge the open rapids. The river has enough power to let nature speak quite loudly.
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(Italiano) Era una gioia scendere in solitaria questo fiume . Era sera, ero sicuro di essere l’ultima persona sul fiume quel giorno. Dopo la tensione del claustrofobico Perticara (vedi in giu’), ho gustato la liberta’ di attaccare le rapide aperte. Il fiume ha abbastanza potenza per lasciare la natura parlare piuttosto forte.

Tags: Film · In...Italy / Italia

Perticara

April 23rd, 2012 · No Comments

Discipline  Disciplina
(English here/Italiano in giu’) I was overtaken by 3 groups on this river, which slightly tarnished my feeling of solitude. I was slow because I was treating every rapid with the greatest respect, assessing every hazard, and inspecting if at all unsure. Soloing teaches us to maintain our discipline on the river, and resist the temptation to become complacent.
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(Italiano) Sono stato sorpassato da tre gruppi su questo fiume, che lievemente ha sporcato la mia sensazione di solitudine. Ero lento perche’ trattavo ogni rapida con il massimo rispetto, valutavo ogni azzardo, e ispezionavo se ero un pochino incerto. La canoa in solitaria ci insegna a mantenere nostra disciplina sul fiume, e resistere alla tentazione di diventare compiacente.

Tags: Film · In...Italy / Italia

Daz Clarkson-King

April 18th, 2012 · No Comments

Breaking news

(English here/Italiano in giu’) Congratulations to Daz Clarkson-King who has recently soloed the two Nepali rivers flowing off Everest: the Dudh Kosi and the Arun gorges. Read about his adventure on his website. His words describe the intimidation of a solo expedition in such a remote location, and the fears and doubt that haunt the solo paddler.

(Italiano) Congratulazioni a Daz Clarkson-King che di recente ha sceso in solitaria i due fiumi Nepalesi che scorrono dall’Everest: il Dudh Kosi e le gole di Arun. Leggi la sua avventura sul suo sito. Le sue parole descrivono come una spedizione in un posto cosi remoto intimorisce il canoista in solitaria, e le paure e il dubbio che lo perseguitano.

Tags: Other soloists / altri canoisti in solitaria

Saalach

April 18th, 2012 · 1 Comment

Failure  Fallimento
(English here/italiano in giu’) I attempted a solo descent of the Devil’s gorge of the Saalach. However, I consider the attempt a failure because I portaged a rapid with dangerous siphons which is nevertheless commonly run. I failed not because of the siphons, but because I didn’t have precise enough control in the swirly and powerful water of a large glacial river. We have to adjust our paddling style according to the style of the river, and I was unprepared in this case because I hadn’t paddled similar rivers recently. Would I have run the rapid if I hadn’t have been solo? Should a paddler ever run a rapid with siphons if there’s any doubt in his mind?
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(Italiano) Ho tentato una discesa in solitaria della gola del diavolo del Saalach. Pero’, considero il tentativo un fallimento perche’ ho trasbordato una rapida con sifoni pericolosi che e’ tuttavia spesso pagaiata. Ho fallito non a causa dei sifoni, ma perche’ non ho avuto controllo abbastanza preciso nell’acqua turbinosa e potente di un grande fiume glaciale. E’ necessario conformare nostro stile di pagaiare secondo lo stile del fiume, ed in questo caso io non ero preparato perche’ non ho pagaiato fiumi simili di recente. Avrei percorso la rapida se io non fossi stato da solo? Un canoista dovrebbe percorrere una rapida con sifoni in qualsiasi condizione se ha qualche dubbio nella sua testa?

Tags: Film · In...Austria

Blackader, Lammler, Ammons, Coetzee.

April 18th, 2012 · 2 Comments

History  La storia

(English here/italiano in giu’) To give some context to my descents, and to place soloing within the development of kayaking in general, I’d like to describe the achievements of four men: Walt Blackader, Felix Lammler, Doug Ammons and Hendri Coetzee. Walt Blackader is one of the founding fathers of modern kayaking. He showed what was possible with his outrageous solo descent of Turnback Canyon on the Alsek in 1971. In addition to navigating the colossol whitewater, he had face the glacial cold and dodge icebergs within the rapids, over 100 miles from the nearest human. Walt died on the South Fork of the Payette in 1978, pinned on a submerged log. Felix Lammler did countless wild solos in the Alps and Corsica in the 80′s, but many of his achievements remain nebulous because he simply never told anyone about them. For this reason he acquired the nickname `the phantom of the Alps`. Doug Ammons has soloed many formidable rivers such as the Devil’s Canyon of the Susitna and the Clark Fork of the Yellowstone, but perhaps his greatest achievement is his solo descent of the Stikine in 1992. This again involves great exposure as the Stickine is contained within huge vertical walls, surrounded by wilderness inhabited by grizzly bears. But exposure was taken to an even more terrifying level by Hendri Coetzee when he soloed two titanic African rivers: the Murchinson falls section of the white Nile in 2007 and the Congo in 2009. Not only did he face immense rapids, but crocodiles, hippos, armed rebels and cannibals. Hendri was killed by a crocodile in 2010 on the Lukuga River in the Congo.

(Italiano) Per dare qualche contesto alle mie discese e, per porre la canoa in solitaria nello sviluppo della canoa in generale, vorrei descrivere le imprese di quattro uomini: Walt Blackader, Felix Lammler, Doug Ammons and Hendri Coetzee. Walt Blackader e uno dei padri fondatori della moderna canoa. Ha mostrato quello che e’ possibile con la sua scioccante discesa in solitaria del Turnback canyon sul Alsek nel 1971. Oltre alla gigantesca acqua bianca, ha dovuto affrontare il freddo glaciale e schivare iceberg dentro le rapide, a piu di cento miglia dal essere umano piu vicino. Walt e’ morto sul South Fork del Payette nel 1978, incravattato su un tronco sommerso. Felix Lammler ha fatto innumerevoli discese in solitaria nelle Alpi e in Corsica negli anni 80, ma molte delle sue imprese rimangono oscure perche’ semplicemente non ne ha mai parlato con nessuno. Per questo motivo ha ottenuto il soprannome di “il fantasma delle Alpi”. Doug Ammons ha sceso in solitaria tanti fiumi ardui come il Devil’s Canyon del Susitna e il Clark Fork del Yellowstone, ma forse la sua impresa piu grande e’ la sua discesa in solitaria del Stikine nel 1992. Anche questo significa molta esposizione al pericolo perche’ il Stikine sta tra enormi pareti verticali, circondato da un paesaggio selvaggio abitato da orsi. Ma questa esposizione al pericolo e’ stata portata ad un livello anche piu terrificante da Hendri Coetzee quando ha sceso in solitaria due potentissimi fiumi in Africa: il tratto delle cascate di Murchinson del Nilo bianco nel 2007 e il Congo nel 2009. Non solo ha affrontato immense rapide, ma coccodrilli, ippopotami, uomini ribelli con le armi e cannibali. Hendri e’ stato ucciso da un coccodrillo nel 2010 sul fiume Lukuga nel Congo. 

Tags: Other soloists / altri canoisti in solitaria

Noce Bianco 2

April 2nd, 2012 · 1 Comment

Trees  Alberi

(English here/Italiano in giu’) During my previous descent of the Noce Bianco (see my last post), I came dangerously close to a tree. Trees are one of the most dangerous hazards on a river, and I’ve lost two friends in this way. It’s usually very difficult to rescue someone from a tree, because you can’t get close to the victim. In this respect, group paddling is little safer than soloing. So, before my next descent of the Noce Bianco, before the dam released, I removed the tree. Then I walked the whole section and pulled out every tree that I could. (For those wanting to run the river, there is still one tree which I couldn’t remove, where the cycle track joins the river.)
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(Italiano) Durante la mia precedente discesa del Noce Bianco (vedi la storia scorsa), sono finito pericolosemente vicino a un albero. Gli alberi sono uno dei principali pericoli su un fiume, e infatti ho perso due amici cosi. Di solito, e’ molto difficile soccorrere qualcuno da un albero, perche’ non si puo’ avvincinarsi alla vittima. In questo rispetto, la canoa di gruppo e’ poco piu sicura della canoa in solitaria. Allora, prima della mia successiva discesa del Noce Bianco, prima che venisse aperta la diga, ho tolto l’albero. Poi ho camminato lungo tutto il tratto e ho tolto tutti gli alberi che ho potuto. (Per quelli che volgliono fare il fiume, c’e’ ancora un albero che non sono riuscito a togliere, dove la pista ciclabile raggiunge il fiume.)

Tags: Film · In...Italy / Italia